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Ponte sullo Stretto, via libera dopo trenta anni

Un appello alle assemblee legislative, al governo nazionale e alle giunte regionali della Calabria e della Sicilia per "avviare una politica infrastrutturale alternativa al Ponte sullo Stretto che sia in grado di dare risposte ai veri bisogni del Sud Italia": questa la proposta assunta dal Consiglio nazionale della Federazione dei Verdi in corso a Roma. La proposta, nata dai Verdi di Calabria e contenuta nella petizione popolare per la quale vengono raccolte le firme in questi giorni, verrà inviata al presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e del Senato Marcello Pera, al presidente del Consiglio Berlusconi, al ministro Lunardi e ai presidenti delle giunte regionali calabrese e siciliana. I Verdi "respingono tutti gli atti fin qui adottati relativi al Ponte sullo Stretto" e chiedono al Parlamento e alle assemblee legislative regionali d'intervenire per bloccare la deliberazione del Cipe per quanto riguarda il pronunciamento positivo sulla realizzazione dell'opera e di considerare vincolante la valutazione degli advisor relativamente alla mancanza di presupposti attinenti la mole di traffico e l'ammortamento finanziario dell'opera. Secondo i Verdi "è necessario convogliare le risorse destinate al Ponte su altre opere da potenziare, realizzare e ammodernare come la Statale 106 Jonica, la viabilità autostradale esterna e interna in Calabria e Sicilia, il rilancio della ferrovia sulla tratta jonica e il potenziamento di quella siciliana, la realizzazione di infrastrutture per dare risposte all'emergenza idrica e di una rete tra i porti esistenti tale da renderli funzionali a un corretto sviluppo delle cosiddette autostrade del mare".

(2 luglio 2002)



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