|
Il ponte sullo stretto di Messina "sarà un'opera di valore mondiale": lo ha detto il segretario regionale della Uil, Roberto Castagna, nella relazione fatta nel corso di una riunione della segreteria dedicata proprio alla questione del ponte. "Si tratta di un risultato - ha detto Castagna - che è frutto anche del confronto aperto con il Governo sul Mezzogiorno. Se la partita si chiuderà bene anche su fisco, sommerso e mercato del lavoro, il ponte sullo stretto, insieme a tutte le opere infrastrutturali previste, rappresenterà il valore aggiunto di una trattativa nata, purtroppo, all'insegna di una rottura nel sindacato senza precedenti, ma con contenuti di straordinaria rilevanza".
Secondo il segretario della Uil, "le recenti iniziative dei Verdi e delle associazioni ambientaliste sono da considerare ovviamente legittime e comprensibili in quanto s'inquadrano nella natura stessa di queste organizzazioni, alle quali va riconosciuto un ruolo importante nelle battaglie contro l'inquinamento e la cementificazione delle città. Meno comprensibili, però, sono le considerazioni che fanno sull'inutilità del ponte, la critica sulla scelta centralistica, il rischio di creare l'ennesima cattedrale nel deserto ed i pericoli d'infiltrazione mafiosa". Castagna, a proposito proprio delle infiltrazioni mafiose, ha parlato di "una tesi che per anni ha marginalizzato il Mezzogiorno e, in questi ultimi anni, solo la Calabria, mentre in Campania, Basilicata, Puglia e Sicilia si investe senza problemi. In Calabria, grazie ai sostenitori di queste tesi, dovremmo rifiutare qualsiasi opera infrastrutturale e, di conseguenza, lo sviluppo perché tutte le organizzazioni mafiose sono concentrate sulla costruzione del ponte. La tesi di una mafia inamovibile e concentrata esclusivamente sulla sponda di Reggio e Messina non solo è singolare, ma rischia anche di apparire patetica e sadica se proviene dall'esterno e masochistica se matura negli ambienti politici interni della regione. In altri Paesi in cui i movimenti dei Verdi e degli ambientalisti sono molto più radicati e rappresentativi, l'atteggiamento sulle grandi opere infrastrutturali non è dello stesso tenore". L'auspicio di Castagna è che "non prevalga l'atteggiamento del "partito preso" su un'opera che rappresenta una straordinaria occasione per invertire la logica che da decenni colloca il Mezzogiorno, ed in particolare la Calabria, come contenitore passivo, teatro di interventi esterni di natura assistenzialistica, e non già come area attiva e dinamica, capace d'innescare sviluppo autopropulsivo".
(1 luglio 2002)
|