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E' il più grande cantiere che l'Italia moderna abbia mai avuto: un'area che abbraccia chilometri e chilometri quadrati per un viadotto che, quando nel 2006 sarà ultimato, sarà lungo 7 chilometri. Nel mezzo, alto quasi 100 metri e "sospeso" nel vuoto per 400 metri grazie a 72 funi di acciaio, ci sarà il Ponte.
E' stato presentato alla gente di Santo Stefano lodigiano, di Somaglia, di San Rocco al Porto, di Mezzana, come un ponte delle meraviglie, e di certo è un salto nel futuro. Perché nel suo genere sarà unico al mondo; perché l'Italia una cosa così non l'ha mai avuta; perché ci passeranno sopra treni lanciati ai 300 km/h, da Milano e Roma in 3 ore.
Come il deserto egizio ebbe la piramide di Cheope, così la pianura padana avrà il Ponte sul Po di San Rocco al porto: un gigante sospeso nello spazio che si vedrà da chilometri e chilometri di distanza e sorgerà alto sul Po e su quegli infiniti campi di granoturco, di piselli, di barbabietole.
Quel ponte sarà capace di far transitare sopra di sé centinaia di treni al giorno (a pieno regime l'offerta tra Milano e Bologna sarà di ben 471 convogli giornalieri).
Questa è l'Italia ad Alta Velocità che il Governo di un Paese moderno progetta e vuole. Non a caso lo stesso presidente del Consiglio, posando il 15 luglio simbolicamente la prima pietra della Grande Opera, ha ammesso che il merito non è del suo governo, ma dei governi della scorsa legislatura. Ma ha anche aggiunto che di "fronte a questo record di livello mondiale" (un viadotto lungo ben 7 chilometri, con un ponte "strallato" di ben 400 metri, unico al mondo nel suo genere) lui è pronto a "inchinarsi davanti alla competenza dei progettisti" e gli italiani "dovrebbero esserne orgogliosi".
L'aggettivo "strallato" se riferito a un ponte significa "sospeso". Gli "stralli", infatti, sono funi d'acciaio. Quello che sorgerà sul Po dalle parti di Santo Stefano Lodigiano, sulla linea ferroviaria Milano-Bologna, di "stralli" che lo sorreggono nel vuoto ne avrà ben 72 e così rappresenterà un record mondiale. Una sorta di Golden Gate per treni.
Una "grande opera", dunque, necessaria secondo il Governo per recuperare i ritardi alla quale i 57 governi succedutisi in 50 anni di storia della Repubblica hanno condannato l'Italia rispetto al patrimonio infrastrutturale di alleati come Francia o Germania. Il ponte è "appeso" mediante i tiranti d'acciaio ad alte strutture verticali di sostegno e, a detta degli stessi suoi progettisti, si colloca tra i maggiori del mondo della sua categoria. E' progettato per consentire in piena sicurezza il transito di treni ad alta velocità (300 km/h) mentre in genere gli "strallati" supportano velocità di 250 km/h.
Il ponte è solo uno dei 500 cantieri che hanno oggi le Ferrovie dello Stato.
Il ponte, lungo 400 metri, è costituito da un piano in cemento armato largo 16 metri sorretto, appunto, da un sistema di 72 funi d'acciaio collegate a due piloni di 52 metri. Collocato al chilometro 44 della nuova linea ferroviaria che collega Milano con Bologna, il nuovo ponte costituisce la parte centrale di un viadotto lungo quasi un chilometro e mezzo (1.400 metri) e scavalcherà l'alveo di magra del Po tra San Rocco al Porto (sponda lombarda) e Piacenza (sponda emiliana). Costo dell'opera, 43 milioni di euro, in un quadro di investimenti da parte delle Ferrovie dello Stato che per il solo 2002 ammonta a 5.200 milioni di euro. Investimenti che, come precisato dal presidente di Fs, Giancarlo Cimoli, ammonteranno nel quadriennio a quasi 30 miliardi di euro. L'opera sarà terminata nel 2004, pronta al pre-esercizio nel 2006. "Per quella data - ha commentato Cimoli - si potrà andare in treno dal centro di Milano al centro di Roma in tre ore circa. E a quel punto non ci sarà più concorrenza alcuna con l'automobile".
Per il momento intorno all'immenso cantiere immerso tra campi di granoturco e piselli regnano gli operai. A poco a poco si andranno formando vere e proprie cittadelle di operai, visto che il cantiere impegnerà qualcosa come settemila uomini. La gente della Bassa aspetta. E' curiosa di vedere come sarà "sta meraviglia", e non ha paura dell'Alta Velocità, anzi. Ma dell'acqua alta sì.
(29 luglio 2002)
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