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Noto, prezioso scrigno del barocco siciliano che interventi di restauro incapaci di dare risultati hanno fatto sprofondare in un letargo dopo il terremoto del 1993, è entrato in un progetto di valorizzazione che metterà la cittadina al centro di un "distretto culturale" che coinvolge le province di Catania, Siracusa e Ragusa. Il programma di rinascita di Noto, candidata a far parte del "patrimonio dell'umanità dell'Unesco", è stato ufficializzato a Roma il 4 febbraio, alla presenza del sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono. Il progetto si basa sullo studio commissionato all'Associazione Civita dal Comune di Noto, dalla Provincia di Siracusa e dall'Associazione Industriali di Siracusa ed è sviluppato sul concetto di "distretto culturale", un modo - come l'ha definito il segretario generale di "Civita", Gianfranco Imperatori, banchiere e mecenate paladino della coniugazione di cultura e profitto - "per specializzare l'offerta dei territori nella produzione di cultura ed anche per portare innovazione degli strumenti e introdurre attori diversificati nella gestione dei beni culturali". Nel caso di Noto, il modello del "distretto" andrà a potenziare la centralità del Duomo (gravemente danneggiato dal terremoto), perno dell'offerta turistico-culturale della città, in grado di generare importanti ricadute nelle altre città del distretto stesso. Gli obiettivi da perseguire sono il recupero e il riutilizzo di alcuni immobili all'interno dell'itinerario turistico di maggiore rilevanza che va dall'ex Convento dei Cappuccini alla chiesa del SS. Crocifisso passando dalle chiese di Santa Chiara, San Carlo, del Carmine, SS. Salvatore, San Francesco, dal museo civico, dai palazzi Ducezio, Nicolaci, Landolina, Castelluccio, Astuto), l'avvio di un piano marketing e di comunicazione, con eventi artistici e culturali di grande rilievo. Per questo saranno istituiti due organismi: un'Agenzia che svilupperà attività di formazione e di programmazione per la promozione del territorio e una Fondazione per garantire la qualità di tutta l'operazione i cui soci di base saranno il ministero dei beni culturali, la Regione Siciliana, la Provincia di Siracusa, il Comune di Noto e l'Assindustria di Siracusa che fornirà supporto ai progetti di enti locali e territoriali. Per quanto riguarda le attività di promozione del territorio, il primo obiettivo dell'Agenzia sarà di progettare e realizzare ogni anno a Noto un grande evento internazionale dedicato al tema delle città d'arte, del restauro e del recupero dei centri storici. Le altre attività di promozione locale riguarderanno la certificazione di qualità territoriale, info center; produzioni locali e prodotti tipici; organizzazione di eventi culturali, individuazione e istituzioni di aree protette, produzioni artistiche e letterarie. In programma anche la realizzazione di un "hotel di cultura" attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione dell'ospedale Trigona, obiettivo che sarà raggiunto facendo ricorso al modello del project finance. Gli obiettivi del progetto sono quelli di rispondere alla domanda insoddisfatta di ricettività generata dalla grande capacità attrattiva di Noto e dal suo patrimonio storico culturale. L'ospedale può essere considerato la prima cellula della strategia di trasformazione territoriale impostata dalla Fondazione. Lo strumento normativo è stato colto nell'articolo 37 bis della Merloni Ter che introduce la figura del "promotore" che potrà predisporre un progetto preliminare corredato di studio di fattibilità per ottenere la concessione della gestione dell'immobile dopo averlo recuperato e attrezzato a proprie spese. Accanto all'"hotel di cultura" sono progettati il museo virtuale e la scuola di musica. L'associazione Civita sottolinea come il Progetto Noto sia stato elaborato "con la consapevolezza che oggi questa città costituisce l'emblema di quanto sia difficile in Italia, e in particolare nel suo Mezzogiorno, coniugare politiche di conservazione dei beni culturali e politiche di sviluppo locale. Ed è proprio partendo da tale consapevolezza che è stato elaborato un programma di valorizzazione che, all'interno di una più ampia prospettiva di medio-lungo termine, possa dare fin dall'immediato, dei risultati concreti invertendo le tendenze in atto". Insomma un'operazione culturale che è anche una sfida. Tra l'altro il Progetto Noto è la prima concreta applicazione dell'idea di distretto culturale su cui Civita lavora dal 1997, anno in cui nel Rapporto dal titolo "La storia al futuro" l'associazione di Imperatori studiò l'opportunità di introdurre nelle politiche di valorizzazione dei beni culturali il concetto di "distretto culturale" mutuato dal settore industriale e sancito nella legge 317/91 con cui "si definiscono distretti industriali i sistemi produttivi locali (..) caratterizzati da una elevata concentrazione di imprese industriali nonché dalla specializzazione produttiva dei sistemi di imprese". L'intuizione di Civita è stata di pensare ai "distretti culturali" come "sistemi locali omogenei caratterizzati da una elevata concentrazione di beni culturali, di imprese "culturali" e di servizio (per esempio turistiche) ad essi correlati". Così Civita ha preparato il passaggio dall'Italia dei "distretti industriali" all'Italia dei "distretti culturali" e mentre i primi si concentrano prevalentemente nelle aree sviluppate del Nord, i secondi sono diffusi su tutto il territorio nazionale ma si concentrano prevalentemente nel centro-sud (64,7%). Al riguardo è sintomatica la scelta di Noto come "distretto dei distretti": il territorio provinciale di Siracusa ha risorse straordinarie che le cifre dimostrano in modo eloquente: ha la maggiore concentrazione di beni archeologici siciliani: 18,3%, ha la maggiore densità di beni archeologici (20,5 contro il 9,2 dell'intera regione), ha una fortissima densità di beni isolati (20,1 contro il 25,3 dell'intera regione); con 138 beni segnalati sulle guide del Touring Club d'Italia è la prima provincia siciliana in termini di qualità di offerta culturale; è oggetto di uno straordinario trend di crescita dei flussi turistici: +41% dal 1995 al 2000, con un picco di +19,1 % in quest'ultimo anno. L'impatto economico del Progetto Noto, sebbene ancora di difficile valutazione, può essere stimato, anche in considerazione dei flussi di finanziamento di Agenda 2000, almeno in 250 miliardi di lire di investimento a breve termine nel solo settore del turismo e dei beni culturali, mentre l'impatto occupazionale potrà comportare almeno 600/700 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti.
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