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Ponte sullo Stretto, via libera dopo trenta anni

"Un'opera faraonica e sconvolgente per un territorio fragile e dissestato, specie ove si consideri che tuttora, in Calabria e Sicilia, esistono grossi problemi infrastrutturali, forse meno noti del Ponte, ma certamente più importanti e prioritari per lo sviluppo delle popolazioni interessate". A sostenerlo è Teresa Liguori, presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra che, in una nota, conferma la netta contrarietà dell'associazione alla realizzazione della megainfrastruttura. "Solo per citare due esempi tra i tanti, - prosegue Liguori - vorrei ricordare la strada statale 106 che collega Taranto a Reggio Calabria, chiamata la "strada della morte" per il gran numero di incidenti che ogni anno vi si verificano a causa dell' attraversamento di decine di paesi intensamente popolati. Basterebbe realizzare le varianti al passaggio di questi centri abitati, i cui progetti sono in alcuni casi già pronti per risparmiare tante vite umane, una forte dose d' inquinamento, molto tempo perso e parecchie multe da pagare per gli assurdi limiti di velocità imposto (30-50 km/h)". Secondo la presidente dell'organismo regionale di Italia Nostra analoga attenzione dovrebbe essere riservata alla "linea ferroviaria ionica, a binario unico, non elettrificata e quindi molto lenta, poco funzionale e insicura". Non tanto diverse dovevano essere le sue condizioni delle linee ferroviarie joniche quando lo scrittore-viaggiatore George Gissing percorse in treno la tratta Taranto-Sibari-Crotone, sino a Reggio Calabria - ironizza Liguori - descrivendole poi minuziosamente nel libro "Sulle Rive dello Ionio".

(9 luglio 2002)



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