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Quella che viene chiamata "la macchina di tutte le musiche", una struttura nata per interpretare un ruolo di rilievo europeo, la soluzione alla "distrazione storica delle istituzioni" che aveva impedito a Roma di avere un tempio per la musica, è quasi a pieno regime. L'Auditorium di Roma, oltre che straordinario luogo per concerti anche evento dell'architettura moderna affidato alla matita di Renzo Piano, è stato inaugurato il 21 aprile, non una data qualunque ma quella del "Natale di Roma", il giorno della fondazione della Capitale. Le tre sale dell'Auditorium sono state concepite come strumenti musicali, come vere e proprie casse armoniche, esaltate dalla struttura in legno lamellare e dai rivestimenti interni in pannelli in legno di ciliegio americano. Sono state cercate le migliori condizioni per far sì che il pubblico si trovi immerso in un flusso di suoni, per realizzare in ognuna delle sale una "cassa armonica" dal comportamento acustico ottimale. Verso questo obiettivo ha posto particolare attenzione lo staff dell'architetto Renzo Piano per l'insonorizzazione dei componenti acustici esterni. La parte bassa delle tre sale è stata realizzata in calcestruzzo, per la parte superiore, per il tetto, sono stati invece assemblati elementi costruttivi dai differenti comportamenti acustici in molteplici strati. Inoltre, bussole d'ingresso collegate a doppie porte garantiscono i livelli di isolamento acustico. Per evitare infine che si comprometta l'acustica interna, anche gli impianti di aerazione sono stati posizionati in prossimità delle aree in cui deve essere immessa l'aria trattata, che verrà introdotta nella sala in basso, in corrispondenza di ogni posto a sedere.
Il giorno dell'inaugurazione le prime notein assoluto che hanno risuonato nel parco dell'Auditorium sono state quelle delle bande della polizia, dei carabinieri, dell'esercito e della guardia di finanza. Dalle 10.30 alle 2 di notte si sono susseguiti concerti di tutti i generi.
Dalle musiche di Vivaldi, Bach, Mozart, Schubert, fino ai Beatles e gli zingari della band di Taraf De Haidouks, tra le star, da segnalare l'orchestra e coro dell'Accademia di Santa Cecilia, diretti dal maestro Chung, il violinista Nigel Kennedy, Uto Ughi, Alessandro Specchi e le sorelle pianiste Katia e Marielle Labeque.
A chiudere la festa della musica, da mezzanotte alle due, è stata Patty Smith con il suo "Beacuse the night". I fuochi d'artificio che esplodono nel cielo di Roma tutti i 21 aprile, quest'anno sono stati nell'area dell'Auditorium.
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