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No al ponte sullo stretto, è un progetto sbagliato: lo sostengono ambientalisti e Verdi che oggi hanno presentato un libro-studio ("Il ponte insostenibile" a cura di Virginio Bettini, Marco Guerzoni, Alberto Ziparo) sull'impatto ambientale della mega-infrastruttura che collegherà Calabria e Sicilia. A difendere il progetto è stato il presidente della Società Stretto di Messina Giuseppe Zamberletti: "E' la migliore soluzione per assicurare la continuità infrastrutturale con la Sicilia". Zamberletti ha assicurato che sono comunque "allo studio aggiornamenti progettuali non sul manufatto ponte ma sui raccordi; stiamo lavorando - ha detto - per ridurre al massimo l'impatto sulle due coste". I Verdi, come sottolineato dalla senatrice Anna Donati, parlano di "impatto stabile devastante sui territori coinvolti, sull'ambiente naturale, sul paesaggio, sulla struttura urbana ed insediativa, con effetti sociali e culturali sottovalutati". Da qui la presentazione dello studio e anche di una petizione popolare contro la realizzazione dell'infrastruttura.
Legambiente parla di "opera dannosa e inutile"; il Wwf rileva che "la realizzazione del ponte snatura una realtà ambientale e sociale con conseguenze potenzialmente disastrose". I Verdi concretizzano il loro 'no' in tre richieste: una politica dei trasporti che punti sulle autostrade del mare, il potenziamento del traghettamento e una rigorosa valutazione di impatto ambientale.
Giuseppe Zamberletti, ex ministro della protezione civile, sgombra il campo innanzitutto dalle paure in caso di sisma: "Se nell'84 anch'io ero cauto sul ponte, oggi dico che non c'è più nessun timore. La sicurezza in caso di sisma, anche eccezionale, e' stata provata dai migliori esperti di geosismica internazionale". Ma il presidente della società Stretto di Messina replica soprattutto a chi critica il progetto affermando che si incentiva il trasporto su gomma: "Sarei stato perplesso - ha affermato nel corso del convegno di oggi - se non fosse passata la ferrovia; un collegamento stabile stradale e ferroviario è la soluzione migliore e irrinunciabile per assicurare la continuità infrastrutturale con la Sicilia". Se non si facesse il ponte - ha rilevato ancora Zamberletti - bisognerebbe rimettere mano a tutto il sistema portuale "e oggi ci troveremmo qui a discutere dell'impatto ambientale di queste infrastrutture", per non parlare che "rimettendo mano ai porti non si risolverebbe il problema della decongestione del traffico nelle città".
(18 luglio 2002)
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