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Impianto termico |
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Arch. Anna Rita Guarducci >>>
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L'incidenza che l'edilizia civile ha sul consumo di combustibile è del 30% e sul relativo inquinamento ambientale da anidride carbonica è del 30-40%, sono cifre che non possono considerarsi trascurabili, da ciò deriva la responsabilità che dobbiamo assumerci anche per il funzionamento della nostra caldaia da riscaldamento.
In una casa veramente bioecologica l'impianto di riscaldamento dovrebbe rappresentare soltanto un'integrazione per raggiungere il comfort termico. Infatti il compito di innalzare la temperatura delle masse murarie e quindi dei locali abitati durante le giornate invernali è di alcuni accorgimenti progettuali come l'orientamento verso sud o sud-ovest dei locali più frequentati tipo il soggiorno: la parete esposta a sud specie se vetrata permetterà al sole di entrare e innalzare di qualche grado la temperatura. Un altro accorgimento è la serra cioè un locale quasi completamente vetrato, sempre esposto a sud, che cattura il calore del sole invernale riscaldando i locali interni; ancora il muro di Trombe è un sistema di accumulo e distribuzione del calore. Secondo i biologi della costruzione il riscaldamento ottimale deve possedere i seguenti requisiti:
calore prevalentemente per irraggiamento con temperatura dell'aria abbastanza bassa e temperatura delle pareti abbastanza alta (es. la stufa di ghisa o ceramica) questo produce una limitata circolazione d'aria ( es. i termoconvettori con la loro produzione di aria calda creano una grande circolazione d'aria) limitando così anche la quantità di polveri e particelle circolanti che possono essere causa di disturbi per la salute come allergie, asma, ecc. temperature superficiali dei corpi scaldanti adeguatamente basse: massimo 60°C per quelli di metallo e da 80°C a 110°C per quelli di ceramica bassi gradienti di temperatura dell'aria ( la differenza di temperatura tra la zona in prossimità del pavimento e quella in prossimità del soffitto in locali con altezza tra m 2.70 e 3.20 non dovrebbe superare i 2°C) sufficiente riscaldamento delle superfici interne (il riscaldamento eccessivo è dannoso per la salute innanzitutto oltre che essere causa di consumi energetici elevati, inquinamento ecc.) temperature diversificate nei vari locali dell'abitazione, questo serve anche a stimolare la circolazione sanguigna umidità relativa sufficientemente alta ( 40%-60% ) assenza di emissioni di odori sgradevoli assenza di emissioni di rumori alta efficienza, questo si ottiene anche con una puntuale manutenzione uso di combustibili considerati fonti rinnovabili come sole, legna, biomasse ecc. regolazione della temperatura possibile in ogni locale tramite la sistemazione di valvole termostatiche facilità di pulizia e di uso dei corpi scaldanti costi contenuti sia per l'acquisto dell'impianto nuovo che per la sua manutenzione o riparazione la stufa di maiolica o in muratura, fornisce calore soprattutto per irraggiamento (circa l'80%), è dotata di massa termica in grado di accumulare calore e cederlo all'occorrenza. La sua posizione ideale è quella centrale rispetto all'abitazione in modo da scaldare tutte le stanze circostanti. Dello stesso genere si possono citare impianti simili come le stufe in pietra ollare, in ghisa, in acciaio a doppia combustione. Il camino aperto tradizionale con funzionamento a legna ha una resa molto bassa (20%-30%), per aumentarla va completato con il focolare costruito in ghisa e chiuso con vetro termico, raggiunge così una resa fino all'85%. Un aspetto certamente non trascurabile è quello dell'impatto psicologico positivo che il camino ha rispetto a tutti gli altri sistemi di riscaldamento, questo contribuisce alla sensazione di benessere che un sistema riscaldante deve offrire. |
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Battiscopa Parete radiante Riscaldamento a pavimento |
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