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Case e memorie

Un atteggiamento consapevole

Arch. Anna Rita Guarducci >>>

I nostri antenati, i romani e tutti gli altri popoli antichi riuscivano benissimo in quello che per noi oggi sembra quasi impossibile: un comportamento consapevole nei confronti della terra che ci ospita, nel rispetto delle sue leggi e compatibilmente con esse. Noi, uomini moderni, abbiamo pensato che il progresso scientifico e tecnologico ci avrebbero permesso di trovare sempre una soluzione ai problemi, a tutti i problemi. Invece dobbiamo ammettere di esserci sbagliati, questa cieca fiducia nella tecnologia e il disinteresse verso la natura stanno irreversibilmente deteriorando l'ambiente in cui viviamo con conseguenti seri danni per la nostra salute e per la nostra stessa vita sulla terra. Tutto il movimento ambientalista ha trovato un' importante conferma nel Summit della Terra di Rio de Janeiro 1992 dove per la prima volta i rappresentanti di tutti gli Stati del mondo si sono trovati d'accordo sulla gravità dell'emergenza ambientale e sulla necessità di porvi rimedio. Così è stato ratificato un documento, già da più parti sollecitato, sui principi guida per una politica di sviluppo sostenibile per il XXI secolo. Su quella "dichiarazione di principio" sono basate tutte le successive azioni e accordi internazionali. Di conseguenza le Agende 21 Locali, la Carta di Aalborg (1994) il Protocollo di Kyoto (1997) sono state delle tappe successive e strettamente legate a quel primo documento necessarie ad estendere la filosofia della sostenibilità a tutte le attività dell'uomo. Il primo passo utile per conseguire unitarietà di intenti è di intendersi sul significato dei termini chiave. Qual è il significato di sviluppo sostenibile: sembra ormai accettata da tutti la definizione che si trova nel rapporto della Commissione Mondiale per l'Ambiente e lo Sviluppo del 1987 (Rapporto Brundtland) "è uno sviluppo che soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità di quelle future di soddisfare i propri". Tutto ciò in relazione, ovviamente, alla vita dell'uomo sulla terra cioè a contatto con aria acqua, suolo e vegetazione Ognuno di questi componenti aveva il suo proprio ciclo di vita, perfettamente integrato con quello degli altri. Adesso, che l'intervento dell'uomo si è fatto più pesante, sentiamo parlare di clima impazzito, disastri ecologici, scioglimento dei ghiacci polari, desertificazione ecc. ecc. La frequenza con cui avvengono i disastri ambientali e la loro gravità impediscono alla natura di rimediare originando così una serie di conseguenze non più controllabili.


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