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"La creatura che la spunta contro il suo ambiente distrugge sé stessa"
G. Bateson "Verso un'ecologia della mente"

Indegnamente, dopo simile citazione, pensieri di ........ Arch. Anna Rita Guarducci >>>

UN MOSTRO DI NOME ACFI

 

ACFI un acronimo terribile che significa Aree Centrali a Funzione Integrata. Integrata al suo interno per il mix funzionale previsto tra residenza, direzionale - produttivo e servizi a livello urbano-territoriale. Una Unitè d'Habitation di Le Corbusier senza filosofia. Una miscela esplosiva per l'ambiente circostante formata da 22000 mq di residenza , 8000 mq di negozi, 4500 mq di uffici per un totale di 120000 metricubi di cemento e, visto il procedimento concertato, nei 120000 metricubi ci sono ben 40000 metricubi di premio cubatura perché il privato si degna di pagare una infrastruttura pubblica, uno svincolo. Non c'è che dire, un bel concerto. Tutto secondo le regole, i piani, la legislazione vigente. Nei prossimi anni a Ponte S. Giovanni si potranno fare molti affari comprando e vendendo le superfici destinate alla residenza, ai negozi e agli uffici, nella speranza che la bolla speculativa, passata da qualche anno dai beni mobili a quelli immobili, non scoppi subito. Business è una parola inglese che significa affari e gli affari non si fanno con le opere di interesse pubblico come giardini, parchi, teatri, musei, qui si fanno con l'edilizia convenzionale.
Un luogo migliore di Ponte S. Giovanni per costruire speculando non esiste perché non ha nessun pregio, nessuna bellezza da preservare o valorizzare, nessun polmone verde da tutelare, ogni intervento edilizio è sempre andato nella direzione speculativa e il territorio è ormai così compromesso che una speculazione in più o in meno fa poca differenza, fa molta differenza per chi è interessato all'affare. Sarebbe curioso vedere se verrà realizzato prima questo mostro di nome Acfi o il "Central Park" di via della Scuola promesso, ormai da tempo immemorabile, come risarcimento dei troppi affari fatti da tutte le amministrazioni a spese della qualità della vita dei silenziosi affaristi ponteggiani. Un parco il cui primo stralcio è la corona di parcheggi per le auto, la priorità dimostra tutta l'attenzione che si rivolge alla qualità dell'aria, le piante cresceranno con comodo, intanto i bambini che lo frequenteranno respireranno la stessa aria mefitica che c'è in paese per non subire lo choc di un'aria troppo ossigenata, le generazioni future si tutelano in questo modo nel comune di Perugia.
Fortunatamente Acfi dovrà dotarsi di sistemi per il risparmio energetico e soluzioni riconducibili alla bioedilizia. Almeno qualcosa di buono, avrà pannelli fotovoltaici, pannelli solari, muri di Tromb, serre solari, caldaie centralizzate con contabilizzazione singola, materiali non nociviper la salute e l'ambiente, tetti a doppia ventilazione, ….avrà tante di queste cose o soltanto i vetri termoacustici negli infissi per proteggere gli interni dal rumore del traffico automobilistico che aumenterà in maniera esponenziale? Non si sa come abbia fatto l'amministrazione a richiedere questo tipo di soluzioni se per imporle con il nuovo regolamento edilizio aspetterà un anno dopo l'entrata in vigore, sembra proprio una materia, la sostenibilità, in cui l'amministrazione crede poco e soprattutto che si possa ancora aspettare per praticarla. Intanto è sempre conveniente quantomeno parlarne.
Per ottenere il permesso a costruire Acfi non dovrà passare attraverso il parere della commissione per la qualità architettonica, ancora non istituita ma prevista dal nuovo regolamento edilizio, potremo sperare comunque che un così massiccio intervento abbia quella valenza qualitativa?


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