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Pensieri ecologici

"La creatura che la spunta contro il suo ambiente distrugge sé stessa"
G. Bateson "Verso un'ecologia della mente"

Indegnamente, dopo simile citazione, pensieri di ........ Arch. Anna Rita Guarducci >>>

SCHIZOFRENICI E ..........

 

Dissociato: così pare essere diventato il genere umano occidentale.
Due personalità distinte, conviventi nel medesimo individuo, sembra caratterizzino la nostra vita quotidiana: quella che gestisce il mondo del lavoro e quella del tempo libero. La prima si trova a dover perlopiù applicare la legge della giungla e del massimo profitto col minimo sforzo a spese di chiunque senza distinzioni, con il sospetto alla base di tutti i rapporti professionali, un rullo compressore che col più ipocrita dei sorrisi spiana ciò che incontra e arraffa ogni possibile beneficio o presunto tale. La seconda sembra voler espiare i peccati commessi dalla prima e allora si applica nel volontariato ovunque sia possibile assistendo malati e anziani, facendo ambientalismo, prodigandosi in beneficenze ecc. Una specie di volontaria applicazione in vita della dantesca legge del contrappasso.
Accettiamo di svolgere un lavoro che non ci piace, non ci gratifica, spesso non è coerente con il titolo di studio conseguito in nome di una presunta indipendenza ottenuta grazie ad uno stipendio convinti che quel sottomettersi accettando regole non condivise non abbia ripercussioni sul nostro equilibrio psichico e mentale. Un compromesso non proprio indolore se ci siamo inventati un modo per definire il disagio di certi dipendenti sul posto di lavoro: mobbing. E' un atteggiamento vessatorio che i superiori applicano a certi sottoposti, ma siamo sicuri che non dipenda anche dalla sensazione di estraneità della vittima a quel tipo di lavoro, a quell'ambiente in cui non riuscendo a gestire soffre nel sentirsi gestita mancando completamente la visione generale e i veri obiettivi del quotidiano impegno? Da mobbizzati, si diventa un peso prima di tutto per sé stessi a causa della situazione di passività, almeno finché non si ammette il problema e lo si affronta; dopo si diventa un costo, per le proprie tasche e per la società. Cure psicanalitiche e terapie varie caratterizzano fasi della vita piene di frustrazioni, fughe dalla realtà, assenza di slanci, ricerca di sé stessi e delle proprie ragioni di vita sepolte sotto metri di substrati accumulati negli anni. Usciti da questo tunnel ci si ritrova spesso estranei rispetto alla persona che era entrata e a chi è rimasto intorno. Mobbizzati sono anche coloro che scelgono di rifiutare il ruolo dei "signorsì", non c'è bisogno di spiegare chi sono, e qui i casi sono due: o si ha la forza caratteriale per sostenere la situazione e magari anche togliersi qualche soddisfazione o si soccombe psicologicamente.
Tutta la complessità del mondo in cui viviamo si riflette sulla nostra psiche provocando delle insostenibili tensioni che vengono scaricate a livello fisico manifestandosi in tutta quella serie di disturbi e malattie le cui cause principali sono scientificamente attribuite al famigerato stress.
Sarebbe utile, è scontato dirlo, evitare certe situazioni prima che con la prevenzione sanitaria classica con scelte di vita partecipate, integrate insomma attive e propositive, più propense al vero cambiamento di quanto una certa italianità gattopardesca ci abbia mai spinto a fare.
Perché aspettare di ammalarsi per liberare tutte le energie che il nostro corpo e la nostra mente possiedono? Liberiamole prima impegnandole nel sostenere con coerenza e coraggio le nostre posizioni.


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