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Pensieri ecologici

"La creatura che la spunta contro il suo ambiente distrugge sé stessa"
G. Bateson "Verso un'ecologia della mente"

Indegnamente, dopo simile citazione, pensieri di ........ Arch. Anna Rita Guarducci >>>

RUMORE

 

Aerei, autoveicoli, motoveicoli, decespugliatori, tagliaerba, martelli pneumatici, scavatori, cantieri, MOTORI, campanelli, telefoni, clacson, stampanti ad aghi, robot domestici………..la lista è infinita. Sono tutte fonti di inquinamento acustico: rumore.
Il rumore è diventato ormai sinonimo di vitalità, e di vita. Un'equazione che sembra essere irreversibilmente destinata a segnare la nostra scadente e sorda qualità della vita. L'abitudine al rumore ci fa diventare sordi progressivamente, per autodifesa la nostra capacità uditiva si abbassa fino ad escludere rumori e suoni sempre più forti tanto da relegarci in una specie di acquario ricco di immagini e privo di suoni.
Il rumore disturba l'ascolto, l'osservazione e la concentrazione. Infatti non siamo più capaci di ascoltare per capire chi ci è vicino, di osservare per vedere i cambiamenti da noi provocati e che la terra ci sta restituendo sotto forma di disastri ambientali, di concentrarci per cambiare. Solo recentemente le amministrazioni si sono dotate di strumenti legislativi per affrontare il problema con la mappatura acustica delle città cercando di individuare le zone critiche per studiare possibili rimedi.
In realtà abbiamo colpevolmente trascurato la capacità sensoriale che ci permette di operare selettivamente delle scelte, anche vitali se si preferisce ancora abitare una casa in zone poco rumorose. Rimane tuttavia il dubbio che l'uomo occidentale, quello residente nelle aree urbanizzate con indici da sovraffollamento, sia regredito nelle sue capacità cognitive tanto da non essere più in grado di giudicare se non affidandosi a delle grossolane categorie di marketing. Da questo discende la semplificazione rumore =vitalità confermata dal fatto che si sceglie di trascorrere brevi periodi di vacanza in luoghi meno inquinati acusticamente per poi tornare al quotidiano e rassicurante fragore dicendo convinti che il silenzio più di una settimana non si può "sopportare".
Il rumore si misura in decibel (dB) e lo studio della biologia e fisiologia umana ci indica il livello abituale massimo sostenibile all'interno di un'abitazione intorno ai 45 dB, la conversazione tra due persone produce un livello di pressione sonora pari a circa 60 dB, i sussurri 35 dB, sembra chiara la funzione della casa dove abitiamo di difesa dal rumore proveniente dall'esterno o dagli appartamenti limitrofi per poter riposare il nostro apparato uditivo alcune ore durante la giornata. L'importanza di un involucro edilizio acusticamente protettivo è determinante per attenuare l'impatto dei 130 dB di un martello pneumatico, dei 140 dB di un aereo, rumori che superano i 120 dB della soglia del dolore, o degli 85 dB di un autotreno, ma anche dello sciacquone del vicino, degli zoccoli sul solaio, del pianto di un neonato e dei guaiti del cagnolino abbandonato. Gli accorgimenti acustici dovranno interessare quindi tutte le parti strutturali, solai, tetti, pareti esterne e interne.
Ma i nuovi strumenti legislativi non potranno fare miracoli se non si interviene contemporaneamente sulle fonti di inquinamento acustico imponendo ai produttori, anche progressivamente, una riduzione delle emissioni sonore. Un esempio simpatico è un tagliaerba senza motore dotato di un rullo di lame che taglia girando spinto a mano, sarà forse un po' più faticoso di quello a motore, ma è infinitamente meno rumoroso; svolge inoltre anche una funzione di macchina per l'esercizio fisico. Assicura enormi vantaggi: si risparmia il costo della miscela, si risparmia una seduta in palestra, si guadagna la gratitudine dei vicini.
Sarebbe ora di riproporre l'uomo anziché l'economia come entità da tutelare a tutti i costi altrimenti la ricchezza ci servirà solo a curare le malattie da noi stessi provocate.
Perché continuare a percepire la soglia minima di 15-20 dB del fruscio delle foglie appena mosse dal vento sarà forse molto romantico, ma significa non abdicare alla percezione uditiva rinunciando ad ascoltare con le proprie orecchie ciò che riferito da altri può essere stato già interpretato.


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