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"La creatura che la spunta contro il suo ambiente distrugge sé stessa"
G. Bateson "Verso un'ecologia della mente"

Indegnamente, dopo simile citazione, pensieri di ........ Arch. Anna Rita Guarducci >>>

LA REGINA DELLA CASA

 

E' così da sempre, per cultura, per necessità, per convenzioni sociali, per convinzioni religiose.
In Occidente, ma in Italia soprattutto è nato un lessico ad hoc per indicare, assegnare un ruolo alla donna che fino a qualche anno fa quasi non esisteva nella struttura sociale se non in funzione dell'uomo, marito, amante, padre, figlio. E se questa funzione si esplicava all'interno di un matrimonio/convivenza lei, la donna, diventava, con molta retorica, la custode, il nume tutelare, l'angelo del focolare di questa unione e per estensione del luogo deputato ad accogliere i momenti di incontro: la casa.
Per la casa tuttavia la donna, ancora oggi, si occupa quasi esclusivamente di aspetti decorativi, rappresentativi dello stato sociale. Le questioni strutturali, manutentive, selettive di materiali erano e sono perlopiù delegate all'uomo. Una ragione si potrebbe ricercare nelle convenzioni sociali: la casa è parte del patrimonio, afferente cioè al padre, ma è difficile credere ad una innata idoneità o a qualche improbabile dotazione genetica! Sono convinta che a parità di conoscenze del settore sia l'uomo che la donna abbiano le stesse possibilità di assumere i criteri selettivi necessari a guidarli tra le offerte del mercato edilizio. E se consideriamo il ruolo domestico della donna allora dobbiamo anche ammettere le sue maggiori esperienze conoscitive delle caratteristiche ergonomiche, prestazionali, di strutture, impianti, dotazioni. Lungi dal sollecitare una campagna femminista vorrei soltanto evidenziare che la casalinga di "professione", trascorrendo la maggior parte della sua giornata fra le mura domestiche, dovrebbe preoccuparsi dell'aria che vi si respira. Infatti non è sempre salubre come si crede perché materiali da costruzione, vernici, mobili, tappezzerie possono renderla molto nociva. E' necessario perciò che le donne, proprio loro perché più direttamente interessate degli uomini, prendano coscienza di questa necessità di controllare e vigilare sulla propria salute e su quella di tutta la famiglia. Hanno le stessa potenzialità del marito e forse un pizzico di buon senso in più, purché siano convinte che la loro capacità di scegliere va oltre la tappezzeria del divano color rosa salmone o la ceramica del bagno firmata da uno stilista d'alta moda.
Se il ruolo di custodi del focolare domestico deve essere svolto nei confronti dei componenti la famiglia allora è opportuno occuparsi anche del contenitore. Non è forse la femmina che nel mondo animale si incarica di cercare un luogo adatto ad accogliere le nuove generazioni della specie? E se una leonessa è guidata dal suo istinto a preferire un luogo ad un altro, anche una donna può farlo per la sua prole supportata dal progresso tecnologico e dal raziocinio che forse sopperisce all'offuscamento del suo istinto naturale.
Il motivo che mi spinge a lanciare questo appello alle donne affinché sostituiscano, o almeno affianchino, gli uomini nella gestione della casa come entità fisica è la constatazione della minore qualità edilizia offerta dal mercato negli ultimi 50/60 anni, peggioramento le cui cause sono da ricercare in diversi ambiti. Possono essere storici, economici, tecnologici, culturali tutti però hanno contribuito ad alienare il requisito fondamentale, oserei dire primordiale, dell'abitazione: luogo protetto cioè idoneo e salubre. Ci siamo allontanati dal criterio sano del contadino che edificava secondo i principi consolidati da secoli di storia dell'abitare per ritrovarci ora guidati dal business che ci spinge a costruire per i più svariati interessi legati all'investimento di capitali perché il mercato finanziario non offre garanzie, alla necessità di premiare i grandi elettori di sindaci e assessori…….. Non continuerò con l'elenco delle possibili cause perché mi pare lampante il passaggio dalla funzione abitazione-rifugio a quello di abitazione-business. Siccome vedo remota la possibilità di una facile e rapida inversione di tendenza mi sembra più realistico, nella speranza che sia anche produttivo, un appello alle donne affinché condividano ciò che prima delegavano. Magari riusciranno a migliorare la domanda di questo mercato immobiliare così ricco di affari e così povero di qualità edilizia.


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