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Pensieri ecologici

"La creatura che la spunta contro il suo ambiente distrugge sé stessa"
G. Bateson "Verso un'ecologia della mente"

Indegnamente, dopo simile citazione, pensieri di ........ Arch. Anna Rita Guarducci >>>

UN APPROCCIO PROGETTUALE

 

Sono anni ormai che scrivo articoli sulla bioarchitettura con la speranza di convincere qualche potenziale committente che non basta usare materiali da costruzione biocompatibili, né raccogliere l'acqua piovana per sentirsi autorizzati a dire di aver costruito un edificio sostenibile. Occorre una progettazione mirata e consapevole improntata alla sostenibilità, ma anche alla ricerca di una qualità formale spesso trascurata. Come se in una bioarchitettura l'impatto visivo non piacevole potesse passare in secondo piano senza reclami!
Coltivo la speranza di risultare persuasiva anche per coloro che finora hanno considerato gli argomenti di secondaria importanza, sia quello del costruire sostenibile che della qualità formale connessa, anzi ho l'impressione che sia abbastanza diffusa tra i tecnici l'idea di una difficile coesistenza tra le due . Non mi sembra la sede adatta per indagare le ragioni di quello che considero un pregiudizio, sono tuttavia convinta che la mancanza di qualità in architettura sia indipendente dalle soluzioni bioecologiche e sia invece molto legata alla capacità del progettista.
Tornando al progetto pensato in chiave sostenibile occorre considerare e gestire una quantità di parametri, forse colpevolmente trascurati dal progettista perché convinto che l'era moderna con la sua ipertecnologia e la sua ipercodificazione di tutti i processi ci avrebbe sempre confezionato la soluzione giusta. Così abbiamo tralasciato di apprezzare l'effetto vitale che può avere il sole quando riesce a entrare, attraverso i vetri della finestra, per due ore il 21 dicembre: "tanto c'è il riscaldamento e la luce artificiale, a che serve?", "a riscaldare le superfici inducendo risparmio energetico e ad espletare la sua funzione battericida, è poco?".
Già, il sole. Questa luce, questo calore gratuiti e scontati a tal punto da farci dimenticare che tutta la nostra vita, fisiologica ma anche psicologica, è regolata da questa fonte e non mi avventurerò in campi come l'astronomia, la fisica, la biologia, in cui mi muovo da dilettante, per dimostrarlo, mi sembra così ovvio da poter invocare una sorta di "categoria a priori". Senza cedere alla tentazione di filosofeggiare sempre da profana, ricorderò che da Vitruvio in poi (sono più di duemila anni!) la manualistica ci ha rigorosamente raccomandato di studiare attentamente l'orientamento rispetto al sole, i venti dominanti, le precipitazioni e le altre caratteristiche microclimatiche tenendone conto in fase di progettazione.
Da allora la categoria a priori "vita sulla terra" non è ancora cambiata: sole, acqua, vita.
E' cambiata invece la possibilità di acquisire la conoscenza di questi e altri parametri climatici: Vitruvio consigliava al progettista di vivere almeno un anno sul sito prescelto per studiarne le caratteristiche climatiche, oggi, anche con una ricerca su Internet si possono avere i dati necessari.
Il tempo che risparmiamo per procurarci le informazioni può essere ottimamente impiegato per dare corpo e anima al progetto ricorrendo ad un approccio di tipo olistico, sembrerebbe proprio questa la chiave giusta per considerarsi progettisti della sostenibilità. In fondo l'importanza dell'organismo nella sua globalità, secondo la teoria olistica e la categoria a priori di cui sopra non è come dire: progettiamo e realizziamo edifici adatti a tutelare la salute dell'uomo, ma anche a rispettare e risparmiare l'ambiente circostante?
Perché se la Terra può vivere senza l'uomo, l'uomo non ha ancora trovato un'alternativa.
Forse non avrò parlato di bioarchitettura entrando nello specifico, ma l'obiettivo era quello di comunicare un messaggio sulla necessità di calibrare l'approccio progettuale introducendo una speculazione non soltanto economica, ma, intesa come osservazione e indagine, ecologica, biologica, qualitativa.
Appunto, un approccio olistico al progetto.


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