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L'Abbadia di Uselle Infra Montes

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Navate centrale e destra della chiesaAltre memorie, altre testimonianze di civiltà emergono dai secoli grazie all'impegno fedele di pochi uomini che si tramandano in silenzio il compito di farle sopravvivere. A metà strada tra Città di Castello e Sansepolcro, stretta tra i primi rilievi dell' Appennino Umbro-Marchigiano e raggiungibile dall'antico tracciato viario che conduceva al valico di Bocca Tra baria, si incontra la piccola Abbadia di Uselle infra montes.


La chiesa, struttura del XII secolo che costituisce il corpo centrale della fabbrica, è a navata unica con pianta a T; la facciata è a capanna e il portale architravato è sormontato da una lunetta di gusto monastico, gia vista nella vicina chiesa di Vallurbana. Riteniamo che in antico dovesse esservi anche un abside, del quale rimane visibile l'arco sotto l'intonaco del presbiterio e soprattutto rimangono tracce all'esterno che fanno supporre un crollo dovuto a smottamenti del terreno; proprio in quel punto la superficie del suolo configura un anomalo rilievo che, a nostro avviso, potrebbe coprire le macerie dell'abside: basterebbe un assaggio in profondità per risolvere l'enigma. La copertura della navata centrale è a capriate, mentre i bracci laterali presentano volte a botte appoggiate su una cornice di arenaria, mentre un tentativo di tiburio ottagonale (rimangono i piastrini di spicco) sopra la zona dell'altare maggiore ci ricorda un'analoga intenzione presente nella vicina Badia di Petroia.

All'interno vi sono tre altari: sull'altare maggiore esisteva una volta un quadro della SS.Concezione , oggi sparito, come sparito è pure il quadro del Crocifisso con le tre Marie che stava sopra l'altare destro, mentre il quadro della SS.Concezione appartenente all'altare sinistro, viene oggi conservato presso il Museo del Duomo. Il convento vero e proprio, quello denominato già 1126 come "Monasterium Osellae", si sviluppa nei due corpi di fabbrica che si appoggiano ai fianchi della chiesa . Tale monastero ospitava monaci benedettini ed era soggetto all'abbazia vallombrosiana di S.Fedele di Strumi, presso Poppi, fin dal 1127 (tale dipendenza appare manifesta nella pianta a T di Uselle, che ripete la forma caratteristica degli edifici appartenenti alla Congregazione Vallombrosana) come anche soggetto al monastero di S.Giacomo della Scatorbia di Città di Castello (attuale monastero delle murate di S.Chiara) nato in seguito ad una donazione dei capostipiti della potente famiglia sangiustinese dei marchesi Bufalini, la cui divisa è effigiata ai piedi dell'altare maggiore.

Pare che i benedettini rimanessero a Uselle fino ai primi anni del '500; da allora in poi l'ex monastero divenne parrocchia e il prestigio della originaria attribuzione andò scemando negli anni. Soltanto nel secolo successivo, quando la Confraternita quattrocentesca dell'Immacolata Concezione di Uselle, che fino ad allora aveva vissuto in sordina, venne aggregata all'Arciconfraternita della SS.Concezione di Roma, l'antico monastero potè riacquistare una certa notorietà. La Confraternita si riuniva una volta all'anno, precisamente l'8 dicembre, per la festa dell'Immacolata e quel giorno si celebravano ben 10 messe per i fratelli. La tradizione voleva che si raggiungesse l'Abbazia in processione e quindi , sulla porta della chiesa, avvenisse la distribuzione simbolica di due pani. Per l'occasione si svolgeva anche un rito il cui valore risale probabilmente ad usi pre-cristiani, e cioè la vestizione di una splendida statua lignea articolata della Madonna del Parto allora conservata nella chiesa. Come nel correre dei secoli la presenza della Confraternità permise che rimanesse vivo il valore cultuale e simbolico di Uselle, oggi la tradizione perdura sempre grazie alla volontà e alla passione dei confratelli : attualmente la chiesa ha un tetto nuovo, ospita ancora il rito annuale ed altri interventi di consolidamento e restauro sono in programma per l'intera fabbrica. Come sempre il valore di pochi muove le montagne.

Marco Nicoletti

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